Perché le storie fanno bene ai nostri bambini e come raccontarle

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Perché le storie sono importanti per i bambini

Il termine Storytelling (letteralmente “affabulazione”, arte del narrare) a oggi viene associato perlopiù al mondo del marketing aziendale o a una dimensione di puro intrattenimento.

In realtà la narrazione di storie è da sempre il veicolo fondamentale di trasmissione del sapere e della memoria delle varie culture che si sono succedute nel corso degli anni.

Attraverso il racconto di “storie”, in mondo più o meno voluto, gli uomini hanno tramandato, e continuano a farlo, le loro usanze, i loro valori, i loro tabù e le loro paure.

Il fascino che esercita l’entrare in contatto con la narrazione ha quindi radici profonde per l’essere umano. Ascoltare una storia, leggere un libro, confrontarsi con un racconto (qualunque sia il medium che lo veicola) può presentare grandi benefici per grandi e piccoli.

Una premessa

Quando si elencano i benefici che un bambino può avere dall’ascolto o dalla lettura di una storia (o dalla “visione” di una storia) generalmente si fa riferimento alla capacità che le storie hanno di trasmettere e instillare particolari virtù nei più piccoli.

In realtà, va detto, le storie trasmettono quelli che sono codici e valori di una determinata cultura, generalmente quella dominante. Questo non va  mai scordato.
Basta confrontare storie e racconti di epoche diverse rendersi conto che, per quanto possano esserci delle affinità, la concezione di cosa è giusto o sbagliato può variare a seconda del contesto storico.

Detto ciò, è innegabile le storie possano avere un impatto positivo sulla crescita e sulla formazione dei bambini.

– Approccio alla lettura e alla scrittura
Leggere storie ai più piccoli li spronerà all’amore per i libri, alla lettura autonoma e a prendere confidenza con la scrittura.

– Incoraggiamento all’esprimersi
Una buona storia (che sia un bel libro, un cartone animato o un racconto) incoraggia la creatività e l’utilizzo della fantasia.

– Rafforzamento dell’identità e dell’autostima
Solo mettendoci in rapporto con altre realtà possiamo definire noi stessi.
Attraverso la fruizione di una storia, tramite un confronto con gli eventi e i personaggi della narrazione, un bambino può rafforzare e definire la sua identità e acquisire maggiore padronanza dei suoi mezzi.

– Una finestra sul mondo
Ragazzi e bambini possono scoprire realtà distanti dalla loro e imparare ad apprezzare le differenze tra culture e individui.

– Apprendimento di nuovi vocaboli
Leggere e ascoltare storie permette di imbattersi in nuove parole e di migliorare le proprie capacità espressive.

Comprensione e gestione delle emozioni
Arricchire il proprio vocabolario significa anche poter esprimere e capire più a fondo il proprio universo interiore.

– Approccio a tematiche complesse
Le storie possono essere un mezzo per introdurre il bambino a tematiche complesse in modo graduale.

– Socializzazione
Condividere l’ascolto o la conoscenza di una storia rafforza il legame tra bambini, generando un immaginario collettivo utile alla socializzazione (anche tra fasce d’età diverse).

– Una barriera contro l’analfabetismo funzionale
L’analfabetismo funzionale è secondo la definizione dell’UNESCOla condizione di una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
I dati in merito sono abbastanza preoccupanti se si pensa che in Italia il fenomeno dell’analfabetismo funzionale riguarda il 27,9 per cento della popolazione compresa nella fascia d’età tra 16 e i 65 anni (dati OCDE-Piaac del 2016).

La passione per le belle storie porta spesso direttamente alla passione per la lettura. Chi legge sin dalla tenera età sarà avvantaggiato in futuro nel recepimento di  testi scritti e di informazioni in generale, ma lo sarà soprattutto nella comprensione della realtà e delle sue infinite sfaccettature.

Come raccontare le storie

Naturalmente quando si parla di narrazione non si può intendere esclusivamente il mondo della lettura o dell’ascolto. In fondo anche un buon cartone animato, un film o un videogioco possono stimolare la creatività di un bambino.
Tuttavia film e videogame, seppure possono regalare esperienze coinvolgenti e stimolanti, offrono meno libertà d’azione alla fantasia del bambino rispetto alla lettura.
Ascoltare una storia o leggere un libro lascia più “spazi” da riempire con l’immaginazione.

– Ambiente adatto
Avere un luogo adibito al racconto delle storie o alla lettura potrebbe essere una buona idea per aumentare la concentrazione del bambino, per fargli capire che è arrivato il momento di “staccare” dalla realtà e di immergersi nel mondo della fantasia.

– Racconto tridimensionale
Per incrementare il coinvolgimento della narrazione possiamo usare voci differenti per ogni personaggio che prende la parola oppure supportare la narrazione col movimento della mani, con pause a effetto o altri espedienti che incuriosiscano il bambino.

– Feedback
Cerca di avere un riscontro da parte del bambino su quello che hai letto e di farti spiegare cosa ha appreso da quello che ha ascoltato, le idee che si è fatto sui personaggi o sui loro comportamenti.

– Partecipazione
Se stai leggendo o raccontando una storia che il bambino già conosce prova a coinvolgerlo nella narrazione.
Fai in modo che sia lui a completare alcune frasi o a elaborare alcuni passi. Spingilo a proporre percorsi alternativi.

In Le Favole al Rovescio di Gianni Rodari leggiamo filastrocche che capovolgono il significato di alcune delle fiabe più conosciute.
Questo giocare con le meccaniche del racconto è un invito a coltivare la capacità del bambino di elaborare le informazioni che giungono ai suoi occhi e alle sue orecchie e ad avere un approccio critico verso le situazioni che incontrerà sulla sua strada.

Institut Saint-Dominique, apprendere le storie in un ambiente internazionale e multilingue

All’Istituto Internazionale Saint-Dominique sappiamo bene come raccontare le storie ai bimbi della materna, e sappiamo quanto sia importante farlo in un contesto internazionale e multilingue, dove si possa comprendere sin dalla prima infanzia il valore della condivisione e della multiculturalità.

Al Saint-Dominique sappiamo che le storie che raccontiamo possono essere un grande strumento per entrare in rapporto con i più piccoli e per conoscerne i pensieri e le problematiche.

Le storie ci regalano uno spazio comune. Sfruttiamolo per imparare qualcosa anche noi.

 

Articolo tratto dal blog del Sig. Schuller che ringraziamo.

3 commenti su “Perché le storie fanno bene ai nostri bambini e come raccontarle”

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